Con l’evento “DEL BENE E DEL MALE” Unitre Orvieto celebra DOSTOEVSKIJ nel bicentenario della nascita

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Con l’evento “DEL BENE E DEL MALE” Unitre Orvieto celebra DOSTOEVSKIJ nel bicentenario della nascita

COMUNICATO STAMPA n. 875/21 G.M. del 03.11.21 
Con l’evento “DEL BENE E DEL MALE” Unitre Orvieto celebra DOSTOEVSKIJ nel bicentenario della nascita  
Giovedì 4 Novembre ore 17 con FIORETTO, BAFFO E SCARPATI su YouTube 
(ON/AF) – ORVIETO – L’Università delle Tre Età di Orvieto celebra Fëdor Dostoevskij uno dei più importanti scrittori e letterati di tutti i tempi con l’evento culturale intitolato “DEL BENE E DEL MALE, omaggio a Fëdor Dostoevskij nel bicentenario della nascita” che sarà trasmesso in diretta on line sul canale YouTube dell’Unitre, Giovedì 4 Novembre alle ore 17 (la fruizione è libera).
Il pomeriggio culturale, organizzato dal Presidente dell’Unitre, M° Riccardo Cambri, gode del patrocinio del Comune di Orvieto e dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, a testimonianza dell’intrinseca qualità culturale, ed è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Partners tecnici sono la Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole” ed Engineering Digital Solutions.
L’appuntamento, a cui hanno aderito varie classi dei licei orvietani “F.A. Gualterio” e “E. Majorana” verrà introdotto e coordinato dal vicepresidente, Alberto Romizi, ed avrà come ospiti: Natale Fioretto (Lingua Italiana e Traduzione dal Russo, Università per Stranieri di Perugia), Giancarlo Baffo (Filosofia Morale – Filosofia della Religione, Università degli Studi di Siena) e l’attore Giulio Scarpati. In programma anche uno spazio evocativo affidato alla Musica, con l’esecuzione di tre lieder (Čajkovskij e Rachmaninov) da parte del soprano moscovita Irina Lavrina, accompagnata al pianoforte dal M° Riccardo Cambri con la direzione tecnica di Gabriele Anselmi.
Grande indagatore degli abissi dell’animo umano e creatore di affascinanti personaggi, tormentati e solitari, Dostoevskij rivela caratteri così moderni da costituire un modello a cui si ispirerà la letteratura del Novecento, da Joyce a Woolf, da Svevo a Moravia, da Proust a Sartre, inoltre è considerato precursore della Psicoanalisi di Freud, per il peso dell’inconscio che si riconosce in molti romanzi, primo tra i quali “Memorie dal sottosuolo”.
Tematica centrale e ricorrente delle sue opere è la convivenza, nell’uomo, del bene e del male ed il suo significato alla luce della religione, molto sentita dall’autore, i cui personaggi spesso sono un coacervo di bontà e crudeltà, intrecciate e pervasive da rendere difficile al lettore una completa definizione delle loro personalità.
Il famoso monologo di Ivàn Karamazov, che si interroga su come si possa conciliare la sofferenza dei bambini con l’esistenza di Dio, è la massima espressione dello sgomento dell’autore di fronte a questo mistero.
Altre volte, come ne “Il sosia” e soprattutto ne “L’idiota”, quando dipinge un uomo ingenuo, pio e depositario solo di buoni sentimenti, “kalòs kai agathòs” nel caso del principe Myskin, dotato di una bellezza esteriore ed interiore, ecco che sente la necessità di contrapporre a questa figura un alter ego malvagio, in cui raffigurare il male, quasi a voler riequilibrare le vicende della Vita.
La narrazione è incentrata sulla complessità dell’animo umano ma resta sintonizzata sempre sul contesto e sul reale in cui si muovono i personaggi; e a quella terra russa, descritta con intensa passione e minuziosa attenzione nei suoi accenti espressivi, tradizionali e politici.
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Presentazione degli interventi:

Natale P. Fioretto – “F. M. Dostoevskij, un nichilista apocalittico”
Non di rado si è notato che in molti degli argomenti addotti da F. M. Dostoevskij allignasse un preannuncio della Rivoluzione d’Ottobre e di come in essa, pur nel dichiarato ateismo del socialismo russo, si nascondesse un profondo interrogativo su Dio.
Come prefigurato da Dostoevskij, la combinazione di nichilismo e apocalittismo si è manifestata fortemente nel movimento rivoluzionario russo ma nella visione è possibile indentificare tanto la volontà di superare la sofferenza terrena, quanto la resistenza alla tentazione anticristica di cancellare dalla realizzazione del nuovo ordine, il Regno di Dio, l’intervento fondamentale della misericordia divina.
Giulio Scarpati (intervistato da Alberto Romizi) – “Essere Dostoevskij”
Nei suoi romanzi Fëdor Dostoevskij ha raccontato aspetti del proprio pensiero e questo è stato oggetto di saggi politico-filosofici. Più difficile la comprensione del suo animo non convenzionale, della sua complessa parte emotiva, che in modo criptico lo scrittore ha rappresentato nei suoi personaggi, in ognuno di essi.
Solo la sensibilità di un attore, che deve introiettare profondamente la psicologia del personaggio chiamato ad interpretare, può addentrarsi nei meandri della mente di chi il personaggio lo ha creato. A questo fine, il vicepresidente dell’Unitre di Orvieto Alberto Romizi incontra Giulio Scarpati, attore celeberrimo e molto amato dal pubblico, raffinato interprete del Principe Myskyn, protagonista de “L’idiota”, opera teatrale tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore russo. 
Giancarlo Baffo – “Dostoevskij o Nietzsche?”
L’intervento tematizzerà il fondamentale rapporto fra Dostoevskij e Nietzsche in quanto nodo cruciale ed ancora insuperato del dibattito filosofico contemporaneo, alla luce della vicenda critica che li riguarda, dalla fine del XIX secolo ad oggi. Obiettivo del contributo sarà analizzare i grandi temi metafisico-religiosi sollevati dalle rispettive opere e consegnati profeticamente all’uomo di oggi. In particolare, ci si porrà la domanda: chi dei due è maggiormente in grado di parlare ancora al nostro presente? Ed inoltre: che nesso c’è, oggi, fra nichilismo, ateismo e religione, alla luce del loro magistero spirituale e culturale?

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Ultimo aggiornamento
03/11/2021