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ORVIETO - Nel corso della seduta del 27 febbraio, il consiglio comunale di Orvieto ha discusso l’interrogazione presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico in merito alla contrarietà alla dotazione di dispositivi a impulso elettrico (Taser) alla Polizia Locale di Orvieto (in allegato).
Nell’atto, illustrato in aula dal consigliere Federico Giovannini, si chiede «se è intenzione dell'Amministrazione comunale sospendere ogni ulteriore decisione o procedura relativa alla dotazione di dispositivi Taser alla Polizia Municipale di Orvieto, se è intenzione dell'amministrazione comunale promuovere, in alternativa, percorsi formativi strutturati per il personale della Polizia Municipale, centrati sulla gestione non violenta dei conflitti, sulle tecniche di de-escalation, sulla mediazione sociale e sull’intervento in situazioni di fragilità psichica e sociale, se è intenzione dell'Amministrazione comunale recepire le raccomandazioni delle organizzazioni nazionali e internazionali per la tutela dei diritti umani, evitando l’introduzione di strumenti qualificati come potenzialmente letali o assimilabili a trattamenti inumani o degradanti, se è intenzione dell'Amministrazione comunale valorizzare il ruolo della Polizia Municipale come presidio civile di prossimità, sicurezza partecipata e cura del territorio, in coerenza con l’identità storica e sociale della città di Orvieto e se è intenzione dell' Amministrazione comunale tenere in adeguata considerazione le istanze espresse dalla cittadinanza attraverso la raccolta firme e le mobilitazioni civiche».
«Questo intervento - ha risposto il vicesindaco con delega alla Sicurezza, Stefano Spagnoli - mi consente di chiarire, ancora una volta, cosa intendiamo quando parliamo di “peso” e di funzioni della Polizia Locale. Innanzitutto una precisazione: non parliamo più di Polizia Municipale, ma di Polizia Locale. Non è una semplice questione terminologica, ma di competenze. La Polizia Locale opera quale forza di polizia a tutti gli effetti: dipende dall’autorità giudiziaria, al pari della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Gli operatori rivestono, a seconda del grado, la qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria e quella di agente di pubblica sicurezza. Questo significa che la Polizia Locale è un organo di polizia a 360 gradi. Non può essere ridotta a un’attività meramente amministrativa o limitata a un solo ambito di intervento. Deve intervenire, come tutte le altre forze di polizia, in qualsiasi situazione lo richieda, sia di natura amministrativa sia penale. Faccio un esempio concreto. Alcuni mesi fa un motociclista residente nell’Orvietano, al termine di un diverbio con altri centauri provenienti dalla strada di Montefiascone, speronò uno di loro facendolo cadere, per poi darsi alla fuga. La Polizia Locale intervenne immediatamente, avviò le indagini e riuscì a rintracciare il responsabile presso la sua abitazione per procedere agli accertamenti di rito. In quella circostanza l’uomo, in evidente stato di alterazione, avrebbe potuto aggredire gli operatori. Solo per una coincidenza, una pattuglia del commissariato era disponibile ed è intervenuta a supporto. Successivamente la Polizia di Stato ha utilizzato il taser per immobilizzare il soggetto. Se ciò non fosse stato possibile, la Polizia Locale si sarebbe trovata in seria difficoltà».
«È anche per questo che, nel marzo 2025 - ha aggiunto - fu presentata una mozione per dotare la Polizia Locale del taser. Oggi chiarisco che non è una priorità immediata dell’amministrazione. Tuttavia, non lo escludiamo a priori. Per noi la priorità è l’incolumità degli operatori che indossano una divisa e tutelano la sicurezza di tutti e non quella dei delinquenti. Tra il rischio per un operatore e quello per chi aggredisce un agente, riteniamo debba essere salvaguardata prima di tutto l’incolumità dell’operatore. Si è parlato di una raccolta firme e di una diffusa opposizione civica. Ricordo che un sondaggio nazionale ha rilevato come il 77% degli italiani sia favorevole all’utilizzo del taser. Rapportando questo dato al nostro territorio, significa che una larga parte dei cittadini è orientata a sostenere strumenti che rafforzino la sicurezza degli operatori. Ma perché sono favorevoli? Perché la gente è sicuramente dalla parte delle forze di polizia. E questa avversione che si riscontra quasi sistematicamente nella sinistra, sinceramente ci rammarica, perché le forze di polizia operano sul territorio per difendere tutti. Per quanto riguarda i dati circa la gravità delle eventuali lesioni che può provocare il taser, ricordo che questo apparecchio è stato introdotto con una sperimentazione avviata già durante il Governo Renzi, su impulso del Ministero dell’Interno guidato da Angelino Alfano, anche in seguito ai fatti che portarono al cosiddetto “decreto stadio”. Nel 2021 uno studio coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato che, in condizioni controllate, non emergono rischi significativi per i portatori di dispositivi cardiaci impiantabili, la scarica può al massimo determinare un’aritmia transitoria, in assenza di altre concause. Nei casi di decessi richiamati, in un episodio è stata esclusa la responsabilità diretta dell’uso del taser, in un altro è stata accertata una concausa legata all’assunzione di sostanze stupefacenti. Per ulteriori casi sono ancora in corso accertamenti».
«Ribadisco - ha concluso il vicesindaco - non abbiamo assunto come priorità immediata la dotazione del taser alla Polizia Locale, ma non intendiamo escluderla in via ideologica. Il taser è classificato come arma a impulso elettrico non letale ed è soggetto a protocolli rigorosi: prima l’intimazione verbale, poi l’eventuale attivazione di avvertimento e solo in presenza di determinate condizioni operative l’utilizzo effettivo. Attualmente in Italia sono 5mila i dispositivi in dotazione alle forze di polizia. Si tratta di uno strumento pensato per ridurre il ricorso ad armi più invasive e per tutelare sia gli operatori sia i cittadini. Per quanto riguarda la formazione, abbiamo già avviato specifici corsi per la Polizia Locale. Si tratta di percorsi qualificati e apprezzati dagli operatori, che rafforzano la preparazione professionale e la capacità di gestione delle situazioni critiche».
Nella replica il consigliere Giovannini si è ritenuto «non soddisfatto». «Sono lieto che siano stati organizzati corsi di formazione per gli agenti della Polizia Locale. Per il resto, però, non posso ritenermi soddisfatto. Dalle parole ascoltate oggi emerge comunque la possibilità che, in futuro, si possa valutare la dotazione del taser. E già da ora esprimiamo la nostra forte contrarietà qualora questa intenzione dovesse concretizzarsi. Non esistono solo sondaggi favorevoli: ve ne sono altri che evidenziano una diffusa preoccupazione tra i cittadini rispetto all’utilizzo del taser. Inoltre, esistono studi e ricerche scientifiche e mediche che segnalano come, in presenza di patologie cardiache, c’è un’alta percentuale di possibilità che l’utilizzo del taser possa portare al decesso. Per questo riteniamo che la Polizia Locale non debba esserne dotata».
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Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2026, 09:51