Descrizione
ORVIETO - Questa mattina il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, a nome dell'amministrazione comunale, è intervenuta alla "Passeggiata della Liberazione" promossa dall'associazione Nova in occasione della Festa del 25 aprile. L'itinerario, partito dalla pietra d'inciampo in via dei Magoni che ricorda il mosaicista dell'Opera del Duomo Angelo Costanzi arrestato dal regime fascista e deportato a Mathausen, ha toccato luoghi simbolo della città legati alla storia della Liberazione e alla Resistenza: Piazza Duomo, via Garibaldi, Piazza della Repubblica, Piazza XXIX Marzo e la Fortezza Albornoz.
«Ringrazio gli organizzatori - afferma il sindaco Tardani - per aver fatto partecipe l’amministrazione comunale di questa iniziativa che propone un modo semplice, concreto e significativo di vivere la giornata del 25 aprile: camminare insieme, attraversare i luoghi, rimettere in circolo le storie e i valori che raccontano. Lo sentiamo ripetere spesso in questa occasione. La Festa della Liberazione non dovrebbe essere solo una data da ricordare, ma un patrimonio comune da condividere. Ritengo che al di là di ogni retorica è qui che vada ricercato con forza il suo valore più attuale: nella capacità di riconoscerci, anche nelle differenze, dentro una storia che appartiene a tutti e dalla quale sono nati l’Italia democratica e i principi della Costituzione che ancora oggi ci tengono insieme. Quando invece questa dimensione si indebolisce, il rischio è che la memoria perda forza e diventi terreno di contrapposizione. La scelta di attraversare la città, fermarsi, ascoltare, raccontare, comprendere - aggiunge - lancia dunque un messaggio forte e può restituire alla memoria una dimensione collettiva, concreta, accessibile anche e soprattutto ai più giovani che dovremmo prendere idealmente per mano e accompagnare in questa passeggiata. Partire da via dei Magoni, da questa pietra d’inciampo, ci consente inoltre di ricordare e riscoprire un luogo meno conosciuto della nostra città dedicato ad Angelo Costanzi, giovane orvietano deportato e morto nel campo di concentramento austriaco di Ebensee. Allo stesso tempo, questa ricorrenza ci chiede coerenza, in primis alla politica e alle istituzioni. I valori della libertà, della democrazia, del rispetto, della pace, quelli per cui tanti italiani hanno resistito e combattuto il regime fascista, non si trovano solo nelle parole con cui li celebriamo, ma nei comportamenti con cui li rendiamo reali. La condivisione di questi valori, se è autentica, passa infatti innanzitutto dal rispetto reciproco e dalla capacità di tenere aperto un confronto civile e costruttivo. È in questo equilibrio che la memoria della Liberazione continua a essere viva, quando riesce a tenere insieme, senza semplificare e senza escludere. Vivere il 25 aprile in questo modo - conclude- significa così rafforzare il senso di comunità fondata su libertà, diritti e partecipazione che quella storia ha reso possibile».
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Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2026, 11:41