Descrizione
ORVIETO – I disagi per il traffico causati dalle chiusure notturne del casello A1, la legge sui canoni idroelettrici, la riapertura della funicolare, i lavori alla Scuola dell’infanzia di Sferracavallo, le colonnine per la ricarica delle vetture elettriche, il corteo storico, i bandi per le energie rinnovabili, i furti nel centro storico.
Questi i temi trattati nel corso delle question time della seduta del 30 ottobre del consiglio comunale di Orvieto.
In apertura il presidente Stefano Olimpieri ha informato l’assemblea che il consigliere Gionni Moscetti ha comunicato la sua uscita dal gruppo consiliare Civitas. «Nei prossimi giorni - ha detto Olimpieri - il consigliere Moscetti fornirà le indicazioni rispetto a quale gruppo vorrà iscriversi».
Chiusure notturne casello A1
Gialletti (FI) ha chiesto di intervenire sulla società Autostrade per evitare che durante le chiusure notturne programmate dei caselli di Orvieto e Fabro il traffico, e in particolare quello pesante, non venga deviato verso il centro abitato di Ciconia creando disagio ai cittadini.
«La situazione è complessa - ha risposto il vicesindaco con delega alla Viabilità, Stefano Spagnoli - e proprio questa mattina ho partecipato a una lunga riunione in Prefettura del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato per affrontare le problematiche legate alle chiusure dell’autostrada A1 e alle conseguenti deviazioni del traffico sulla viabilità ordinaria. Occorre innanzitutto distinguere due situazioni: le chiusure programmate, che dovrebbero concludersi entro la fine di novembre, e le chiusure impreviste che potrebbero verificarsi nel corso dei prossimi 18 mesi. Autostrade per l’Italia sta infatti realizzando importanti interventi di consolidamento e messa in sicurezza del cavalcavia situato tra Orvieto e l’area di servizio Tevere. Si tratta di lavori necessari alcuni dei quali richiedono inevitabilmente la chiusura temporanea dell’autostrada, non potendo essere eseguiti in presenza del traffico. Come amministrazione comunale siamo consapevoli dei disagi che queste chiusure provocano, soprattutto quando il traffico, compreso quello pesante, viene deviato attraverso i centri abitati di Orvieto scalo e Ciconia. Per questo motivo, già in precedenza, avevo richiesto attraverso il Prefetto la convocazione di un primo Comitato per affrontare il problema e individuare possibili soluzioni. Nella riunione di questa mattina abbiamo ottenuto da Autostrade la disponibilità a consigliare, in caso di incidenti e conseguenti chiusure impreviste, l’uscita anticipata al casello di Valdichiana, in modo da limitare il più possibile l'afflusso di veicoli verso Orvieto e favorire l'utilizzo di percorsi alternativi. Su nostra richiesta, Autostrade ha inoltre già provveduto a installare una segnaletica provvisoria più chiara per indicare gli itinerari alternativi. Nel corso degli incontri è stata valutata anche la possibilità di utilizzare un percorso diverso da quello che attraversa Orvieto Scalo, attraverso le strade statali 205 e 448. Questa soluzione, tuttavia, non è risultata praticabile a causa delle criticità presenti sulla 205, nei pressi di Baschi, dove un restringimento della carreggiata regolato da un semaforo rende particolarmente difficoltoso il transito dei mezzi pesanti, soprattutto in caso di traffico intenso. Siamo quindi di fronte a una situazione che presenta oggettive difficoltà di gestione. Non possiamo impedire lavori necessari alla sicurezza dell'autostrada, né evitare completamente le deviazioni del traffico in caso di incidenti. Possiamo però lavorare, come stiamo facendo, in stretto coordinamento con Prefettura, Autostrade e forze dell'ordine per limitare i disagi, migliorare la gestione delle emergenze e tutelare il più possibile la sicurezza e la vivibilità dei nostri centri abitati».
Legge sui canoni idroelettrici
Davide Melone (FdI) ha chiesto al sindaco di chiarire ai cittadini le scelte che hanno reso possibile le risorse derivanti dai canoni idroelettrici in base alla legge regionale n.1 del 2023.
«La vicenda dei canoni idroelettrici di cui abbiamo letto in questi giorni - ha risposto il sindaco Roberta Tardani - ci da la cifra di quello che sta succedendo in questi ultimi anni: quando ci sono delle criticità la colpa è del governo regionale precedente, quando c’è qualcosa di buono è merito del governo attuale. La riforma a cui lei si riferisce nasce nell’ottobre del 2022, durante la Giunta Tesei, grazie a un lavoro importante, lungo e impegnativo, portato avanti dall’allora assessore regionale Roberto Morroni. Da quel percorso è nata la legge regionale n.1 del 2023, approvata con i voti favorevoli del centrodestra e l’astensione di tutto il centrosinistra e delle forze di opposizione, compreso il Movimento 5 Stelle. Non solo. Anche tutte le successive deliberazioni attuative sono state approvate dalla Giunta Tesei. Proprio questi provvedimenti sono stati successivamente impugnati dai concessionari, dando origine a un contenzioso giudiziario che oggi si è concluso positivamente e che consentirà alla Regione Umbria di recuperare 30 milioni di euro, risorse che potranno essere redistribuite a beneficio della comunità umbra. Quello che è vero è che l’amministrazione regionale Proietti ha difeso quella la normativa, opponendosi ai ricorsi presentati dai concessionari. L’esito del giudizio ha quindi confermato la correttezza dell’azione portata avanti dalla precedente Giunta e la legittimità dei provvedimenti adottati. È importante ricordare anche che quella legge, molto discussa e attesa, ha ampliato la platea dei Comuni beneficiari dei canoni di derivazione idroelettrica, passati da cinque a tredici. Ed è dal 2024 che questi tredici Comuni percepiscono queste risorse, di cui la Giunta Proietti si attribuisce il merito, sulla base di specifiche finalità e attraverso progetti presentati dalle amministrazioni comunali. Il Comune di Orvieto ha ricevuto questi finanziamenti nel 2024 e nel 2025 e continua a beneficiarne anche nel 2026. Questa è dunque la genesi della norma: una riforma voluta e approvata nel 2023 dalla precedente amministrazione regionale, attuata attraverso successivi provvedimenti della Giunta Tesei e oggi confermata nella sua legittimità all’esito del contenzioso giudiziario. Per questo trovo un po’ stucchevole continuare ad assistere a un rimpallo di meriti e responsabilità. È giusto riconoscere il merito a chi ha promosso e approvato la legge, così come è giusto riconoscere il ruolo di chi, successivamente, si è impegnato per difenderne la legittimità nelle sedi giudiziarie».
Riapertura della funicolare
Beatrice Casasole (Civitas) ha chiesto informazioni sui tempi di riapertura della funicolare.
«Proprio in questi giorni - ha risposto l’assessore ai Trasporti, Gianluca Luciani - si stanno eseguendo i lavori propedeutici alla risoluzione delle problematiche emerse. Siamo quindi in attesa delle evoluzioni e speriamo che al più presto venga riaperta».
Scuola dell’Infanzia di Sferracavallo
Roberta Palazzetti (Proposta civica) ha chiesto se sia confermato il trasferimento dei bambini da Bardano alla nuova Scuola dell’Infanzia di Sferracavallo nei primi giorni di gennaio alla luce della proroga a fine novembre delle prove di collaudo e dei lavori di sistemazione dell’area esterna.
«Il trasferimento dei bambini nella nuova scuola dell’infanzia di Sferracavallo entro gennaio - ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici, Piergiorgio Pizzo - è ancora fattibile. Come abbiamo più volte ribadito in consiglio comunale, nonostante le grandissime difficoltà incontrate, siamo riusciti a completare i lavori nei tempi stabiliti e a centrare gli obiettivi del PNRR. Il collaudo e la rendicontazione sono aspetti di natura prettamente tecnica ma l’opera è stata portata a termine. C’era molto scetticismo da parte dell’opposizione sulla possibilità di rispettare le scadenze ma i lavori sono stati conclusi e conclusi bene. Ora vogliamo consegnare alla comunità una scuola completamente finita e funzionale, comprese le sistemazioni esterne e i nuovi arredi. Restano da realizzare alcune opere di raccordo tra gli edifici esistenti e la nuova struttura, oltre al completamento del giardino. Abbiamo inoltre deciso, dopo un confronto all’interno della Giunta tra il sottoscritto, l’assessore Coppola e il sindaco, di investire ulteriori risorse per dotare la scuola di arredi completamente nuovi. Il nostro obiettivo è che, al momento del trasferimento, i bambini possano trovare non soltanto una struttura nuova ma anche gli spazi esterni completati, il giardino sistemato e tutti i nuovi arredi già installati. Contiamo quindi di rispettare la scadenza prevista per gennaio e qualora fosse necessario attendere la consegna degli arredi o il completamento delle ultime sistemazioni esterne valuteremo uno slittamento del trasferimento di qualche settimana».
Colonnine di ricarica per le auto elettriche
Federico Giovannini (Pd) ha chiesto aggiornamenti sui lavori per la realizzazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche nel centro storico dopo l’aggiudicazione della gara alla società Tf Charging di Torino avvenuta nei mesi scorsi.
«Il bando per l’installazione delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici - ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici, Piergiorgio Pizzo - non riguardava soltanto il centro storico, ma anche le zone a valle della città. Eravamo inoltre rimasti d’accordo che, una volta conclusa questa prima fase, ci saremmo nuovamente confrontati per valutare la possibilità di ampliare il numero delle aree e delle piazze in cui installare le colonnine, come era stato discusso anche in consiglio comunale. Attualmente siamo ancora nella fase di definizione della convenzione con la società aggiudicataria. Una volta sottoscritta la convenzione, saremo in grado di fornire un cronoprogramma preciso degli interventi. Il problema riguarda soprattutto il carico di lavoro della nostra struttura tecnica che in questo momento è impegnata su una serie di opere pubbliche con scadenze inderogabili. Abbiamo appena concluso i lavori della nuova scuola dell’infanzia di Sferracavallo, rispettando i tempi previsti dal PNRR. Parallelamente stiamo lavorando al progetto della Complanare, un procedimento particolarmente complesso per il Comune di Orvieto che richiede anche la gestione di tutte le procedure di esproprio. Su questo intervento sono impegnate a tempo pieno cinque risorse con l’obiettivo di arrivare alla gara d’appalto entro la fine dell’anno, come previsto dal cronoprogramma. Abbiamo inoltre un'altra importante scadenza legata agli interventi su Orvieto Scalo, la cui consegna è prevista entro la fine del prossimo anno e che dobbiamo assolutamente rispettare. Come assessore ho quindi dato indicazione al dirigente e agli uffici di concentrare prioritariamente il lavoro sugli interventi che hanno scadenze precise e non rinviabili. Questo non significa che il progetto delle colonnine sia stato accantonato. Non appena gli uffici avranno completato gli adempimenti necessari e sarà sottoscritta la convenzione con la società aggiudicataria, potremo procedere alla consegna dei lavori».
Corteo storico
Gionni Moscetti ha chiesto se il sindaco fosse a conoscenza che un gruppo di sarte abbia lasciato i lavori di manutenzione degli abiti del Corteo storico in conflitto con l’associazione Lea Pacini.
«Si - ha risposto il sindaco Roberta Tardani - sono venuta a conoscenza della situazione che si è verificata. Ho avuto subito un colloquio con il presidente dell’associazione e ho intenzione di convocare un incontro per approfondire la vicenda e comprendere meglio quanto accaduto. Al di là delle dinamiche e delle eventuali divergenze che possono verificarsi, ritengo che questa situazione meriti attenzione perché l’associazione Lea Pacini custodisce e si prende cura di uno dei patrimoni più importanti della nostra città. Per questo è importante che ci sia un clima sereno all’interno dell’associazione che tutela un patrimonio che gli orvietani amano profondamente e che merita rispetto. Anche alla luce degli importanti progetti di valorizzazione del Corteo storico a partire dal trasferimento nella nuova sede. In questi mesi abbiamo inoltre avviato interlocuzioni con esperti di rievocazioni storiche e di abiti d’epoca, proprio con l’obiettivo di sviluppare un progetto che possa fare del Corteo storico non soltanto un elemento fondamentale dell’identità cittadina, ma anche un motivo di attrattività culturale e turistica verso l’esterno. In questo percorso, anche le tensioni che riguardano un settore delicato come quello della manutenzione dei costumi devono essere affrontate con attenzione anche perché il Comune è proprietario degli abiti storici. Il nostro intento è comprendere quanto accaduto e cercare di fare in modo che l’attività dell’associazione possa continuare in piena serenità».
Energie rinnovabili
Matteo Panzetta (Civitas) ha chiesto di sapere se il Comune abbia partecipato o abbia intenzione di partecipare ai bandi regionali per le energie rinnovabili e la sicurezza sismica degli impianti sportivi pubblici.
«Avrei preferito che questa domanda me l’avesse fatta dopo la pubblicazione delle graduatorie - ha risposto l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti - dal momento che il Comune di Orvieto ha partecipato a uno dei due bandi regionali citati, in particolare a quello per l’efficientamento energetico degli edifici destinati a strutture sportive. Abbiamo infatti presentato una richiesta di finanziamento per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 35 kW presso la piscina comunale. Il bando regionale mette a disposizione complessivamente poco più di 2 milioni di euro e il progetto presentato dal Comune di Orvieto ha un valore di circa 250mila euro. Confidiamo che possa essere ammesso a finanziamento, anche alla luce dell’aumento dei costi energetici che incide significativamente sulla gestione della piscina e delle relative utenze. Per quanto riguarda invece il secondo bando, relativo all’adeguamento sismico degli impianti sportivi, abbiamo valutato la possibilità di partecipare, ma abbiamo dovuto rinunciare perché il progetto di adeguamento sismico della piscina comunale, sulla base della progettazione già avviata, prevede un investimento superiore al milione di euro. Un importo che supera la soglia massima ammissibile prevista dal bando. Abbiamo quindi concentrato la nostra attenzione sulla prima opportunità di finanziamento. La domanda è stata presentata il 13 ottobre, data inizialmente prevista come scadenza, successivamente prorogata dalla Regione di due settimane. La procedura si è conclusa soltanto da pochi giorni e siamo ora in attesa della pubblicazione delle graduatorie. Colgo l’occasione - ha aggiunto - anche per rispondere ad alcune dichiarazioni apparse sulla stampa locale, nelle quali esponenti politici e consiglieri comunali hanno accusato questa amministrazione di immobilismo rispetto alle opportunità legate all’efficientamento energetico. Non è così, e la partecipazione a questo bando ne è una dimostrazione concreta. Ma c’è anche un’altra importante novità che riguarda il percorso, più volte annunciato, per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile pubblica. Proprio in questi giorni abbiamo affidato a un professionista del settore un incarico per valutare la fattibilità della costituzione di una CER interamente pubblica, promossa dal Comune di Orvieto, con l’obiettivo di coinvolgere anche altre amministrazioni comunali del territorio. Si tratta di un progetto sul quale stiamo lavorando da tempo e che richiede particolare attenzione. La normativa sulle comunità energetiche rinnovabili è relativamente recente, in continua evoluzione e presenta aspetti complessi dal punto di vista amministrativo, giuridico e contabile. Proprio per questo i nostri uffici hanno ritenuto necessario avvalersi di un supporto specialistico, in modo da affrontare il percorso con le necessarie garanzie. Lo studio dovrà analizzare i dati relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e ai consumi energetici del territorio, per verificare concretamente la sostenibilità e le opportunità offerte dalla costituzione di una comunità energetica pubblica. A questo si aggiunge un’ulteriore opportunità. Abbiamo ricevuto una proposta da parte di una società aggiudicataria di un bando europeo dedicato alle comunità energetiche rinnovabili. Qualora lo studio confermasse la possibilità di costituire la CER, potremmo aderire a questa iniziativa, beneficiando di attività di promozione e comunicazione e, soprattutto, di un supporto giuridico, economico e amministrativo completamente gratuito per i primi due anni di attività della comunità energetica. Stiamo quindi percorrendo la strada che ci eravamo prefissati e non siamo stati con le mano in mano. La consigliera Palazzetti ha più volte sollecitato questa amministrazione sul tema, ma il tutto ha richiesto tempo e approfondimenti anche perché le CER sono nate da più parti e in molti casi sono rimaste al palo. Noi abbiamo la responsabilità di amministrare risorse pubbliche e vogliamo essere certi della validità e della sostenibilità delle scelte che compiamo».
Furti nel centro storico
Davide Melone (FdI) ha chiesto di sapere quali iniziative sta portando avanti l’amministrazione comunale in coordinamento con le forze dell’ordine per rafforzare la sicurezza e la prevenzione sul territorio dopo i recenti furti e tentati furti segnalati nel centro storico.
«Negli ultimi giorni - ha risposto il vicesindaco con delega alla Sicurezza, Stefano Spagnoli - si sono verificati alcuni furti nelle abitazioni del centro storico, una serie di episodi che, seppure di entità più contenuta, ricorda quanto accaduto lo scorso anno nella zona di Canale. Mi sono immediatamente attivato per confrontarmi con le forze dell’ordine e proprio ieri ho avuto un ulteriore colloquio con il dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza per avere aggiornamenti sulla situazione. Dalle informazioni ricevute è emerso un quadro che, pur richiedendo attenzione, non presenta al momento elementi tali da configurare una situazione di particolare allarme. Dobbiamo essere consapevoli che il rischio zero non esiste più nemmeno in una realtà come Orvieto, che resta comunque una città tranquilla e sicura. Gli episodi registrati rientrano, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, in una casistica quasi fisiologica. Questo naturalmente non significa sottovalutare quanto accaduto. Siamo pienamente consapevoli del disagio e delle conseguenze che un furto in abitazione provoca nelle persone che lo subiscono. Si tratta di una violazione della propria sfera privata che genera comprensibilmente preoccupazione e insicurezza e alla quale dobbiamo prestare la massima attenzione. Le forze dell’ordine mi hanno assicurato di essere pienamente impegnate nelle attività di contrasto e nelle indagini. Comprenderete che non è possibile entrare nel dettaglio delle operazioni in corso, che sono necessariamente riservate, ma mi sono stati riferiti alcuni riscontri investigativi positivi. Confidiamo che questi sviluppi possano portare a risultati concreti e contribuire anche a scoraggiare il ripetersi di simili episodi. Come amministrazione comunale stiamo proseguendo con l’installazione delle nuove telecamere del sistema di videosorveglianza che rappresenteranno un ulteriore strumento di prevenzione e controllo del territorio. Parallelamente, abbiamo deciso di rafforzare anche l’attività di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini. Mi sono confrontato con i responsabili delle diverse forze di polizia e stiamo lavorando all’organizzazione di un incontro pubblico dedicato alla prevenzione dei furti in abitazione. Iniziative analoghe erano già state organizzate in passato, anche su sollecitazione della consigliera Casasole, e intendiamo riproporle con il coinvolgimento congiunto delle forze dell’ordine. Questa iniziativa nasce anche da alcune considerazioni emerse nel confronto con gli organi di polizia. Diversi furti si sono verificati in abitazioni dotate di sistemi di protezione insufficienti o comunque più facilmente accessibili. In particolare, è stata segnalata una concentrazione di episodi in immobili di proprietà o in affitto a cittadini stranieri, una circostanza che potrebbe indicare, in alcuni casi, una minore attenzione alle misure di prevenzione. È stato inoltre rilevato che gli episodi tendono a concentrarsi nelle zone del centro storico caratterizzate da strade più facilmente accessibili, dove chi commette il furto può allontanarsi rapidamente, piuttosto che nei vicoli e nelle aree in cui le possibilità di fuga sono più limitate. Sono tutti elementi che meritano attenzione e che possono aiutarci a individuare interventi e comportamenti utili a prevenire ulteriori episodi».
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Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026, 09:27