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ORVIETO – “Il Comune di Orvieto a celebrazione degli 80 anni del voto alle donne: una conquista di libertà, uguaglianza e democrazia”. Questa la frase riportata nella targa commemorativa dedicata all'80esimo anniversario del voto alle donne svelata nel pomeriggio di oggi, giovedi 9 settembre, nella Sala Unità d’Italia del Palazzo comunale.
Presenti alla cerimonia – aperta dall’inno di Mameli suonato al pianoforte dal Maestro Riccardo Cambri – il sindaco Roberta Tardani, il vicesindaco Stefano Spagnoli, l’assessore alle Pari opportunità, Alda Coppola, l’assessore Andrea Sacripanti, il presidente del consiglio comunale Stefano Olimpieri, i consiglieri comunali Beatrice Casasole e Massimo Perali, il sindaco di Porano, Marco Conticelli, i rappresentanti delle istituzioni cittadine, delle forze dell’ordine e delle associazioni.
«Abbiamo scelto questa data – ha spiegato l’assessore alle Pari opportunità, Alda Coppola, che ha promosso l’iniziativa – perché il 9 settembre di ottanta anni fa si insediava la commissione nominata dall’Assemblea Costituente incaricata di scrivere la nostra Costituzione. Di quei 75 membri, cinque erano donne: Nilde Iotti, Teresa Noce, Lina Merlin, Maria Federici e Angela Gotelli. Cinque donne che contribuirono a fare entrare nella nuova Costituzione principi fondamentali come l’uguaglianza, la dignità del lavoro, la parità tra uomo e donna, la tutela della maternità, la famiglia e i diritti sociali».
«Il voto non è stato un regalo della storia né una concessione benevola. E’ stato il frutto di una lotta tenace, coraggiosa e faticosa. Oggi ricordare quel momento non significa solo fare memoria del passato. Significa raccogliere un testimone, ci ricorda che i diritti non sono mai acquisiti per sempre, vanno difesi, esercitati e soprattutto completati. Perché la parità formale sulle scheda elettorale diventi parità nella vita reale di tutti i giorni, nel lavoro, nelle istituzioni e nella società», ha sottolineato il vicesindaco Stefano Spagnoli che ha poi letto il messaggio del Prefetto di Terni, Antonietta Orlando, impossibilitata a partecipare all’iniziativa.
«Celebrare l’80esimo anniversario del riconoscimento del voto femminile significa tornare a una delle pagine più significative della nostra storia repubblicana. Non si trattò soltanto di un ampliamento formale del diritto di voto ma di una vera e propria trasformazione della cittadinanza. Fu un passaggio decisivo verso quella democrazia inclusiva che oggi consideriamo un valore irrinunciabile», scrive il prefetto che ricorda le 2000 le donne elette nelle assemblee locali nel 1946 e le prime due donne sindaco: a Massa Fermana, Ada Natali, e a San Sosti, vicino Cosenza, Caterina Pisani Palumbo Tufarelli. «Il voto non è un gesto neutro – prosegue - è l’espressione più alta della sovranità popolare, il fondamento del patto tra cittadini e istituzioni, e libertà di voto, che oggi può apparire scontata, è il frutto di conquiste faticose, di impegno civile, di coraggio. I diritti non sono mai definitivamente acquisiti, vanno continuamente alimentati con consapevolezza e responsabilità. Auspico che la targa svelata possa rappresentare, nel tempo, un simbolo della memoria e un richiamo permanente ai principi di libertà, uguaglianza, partecipazione, democrazia».
Il presidente del consiglio comunale di Orvieto, Stefano Olimpieri, ha quindi ricordato come da allora le donne «non solo hanno acquisito un diritto all’elettorato passivo – ha detto – ma negli anni si sono ritagliate un ruolo attivo e da protagoniste nella vita politica, istituzionale e sociale in Italia, dai Comuni alle Regioni fino al Governo del Paese, rompendo steccati che per troppo tempo le avevano invece relegate a un ruolo marginale».
«Oggi vogliamo lasciare nel Palazzo comunale un piccolo segno – ha detto il sindaco Roberta Tardani - per ricordare qualcosa di profondamente importante. Proviamo a immaginare quel giorno di 80 anni fa, immaginiamo una donna di allora. Una moglie, una madre, una giovane ragazza che avevano vissuto la guerra e ne avevano conosciuto la paura, la fatica, le rinunce. Donne che vivevano in un contesto in cui le decisioni spettavano agli uomini e quel giorno, per la prima volta, entrano in una cabina elettorale. Con in mano una scheda che diceva: tu conti, il futuro di questo Paese, da oggi, riguarda anche te. Credo che sia questo, più di ogni altra cosa, il significato profondo ciò che oggi vogliamo ricordare con questa targa. Vogliamo ricordare che il voto non è soltanto un diritto. È modo attraverso il quale ciascuno di noi può dire: io faccio parte di questa comunità, il suo futuro mi riguarda e contribuisco a costruirlo. Le donne che votarono nel 1946 forse non immaginavano fino in fondo quanto sarebbe cambiata la società nei decenni successivi e magari non avrebbero nemmeno pensato che dopo aver lottato tanto per estendere il diritto di voto oggi ci potesse essere un tasso di astensionismo così elevato. Per questo il cammino non è finito quel 2 giugno 1946 – ha concluso il sindaco - continua ogni giorno in cui dobbiamo chiederci quanto ancora possiamo fare perché la partecipazione, la libertà e l'uguaglianza non siano soltanto principi scritti ma qualcosa che continuiamo a vivere concretamente, ogni giorno, nella nostra comunità. Questa targa è sicuramente per ringraziare chi ha contribuito. Ma è anche per noi. Per ricordarci che la democrazia vive soltanto se continuiamo a prenderne parte».
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Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026, 18:49