Descrizione
(COMUNICAZIONE) ORVIETO- Inaugurato questa mattina a Riano il ponte “Mastro Checco”, dedicato a Francesco Lanari, nato a Orvieto nel 1881, simbolo della resistenza al regime fascista, ciabattino della piccola città alle porte di Roma di cui diventò Commissario prefettizio dopo la liberazione e quindi primo sindaco.
Alla cerimonia, aperta dal saluto del sindaco di Riano, Luca Abruzzetti, ha partecipato in rappresentanza della città di Orvieto, il sindaco Roberta Tardani. Presenti anche i famigliari rianesi e orvietani di Francesco Lanari, zio di Raimondo Lanari, uno dei Sette Martiri di Camorena vittime dell’eccidio nazifascista del 29 marzo 1944.
“Oggi, nel giorno dell’80esimo anniversario della Liberazione – ha detto il sindaco Roberta Tardani – due città, due comunità si abbracciano nel ricordo di una persona che è nata a Orvieto e che qui a Riano ha lasciato un’impronta indelebile. La scelta di ricordarlo intitolandogli un ponte è un messaggio potente e pieno di significati. Non è un ponte qualunque ma proprio quello che tante volte gli permise di sfuggire alla violenza del regime e che oggi diventa un simbolo fisico e ideale di resistenza e libertà. Un ponte salva, unisce, permette di andare oltre un ostacolo, collega luoghi e persone. E da oggi questo ponte non è solo una struttura fisica ma può diventare il simbolo di una memoria condivisa e rappresentare quello che dovrebbe essere il senso profondo della Liberazione, non un’occasione per dividere, ma un momento per riconoscere ciò che ci tiene insieme al di là delle differenze”.
“È il simbolo dell’unione tra passato e presente – ha aggiunto – ma anche di due responsabilità che abbiamo ancora oggi, ovvero ricordare e tramandate. E così la semplice storia di Francesco Lanari diventa anche un messaggio forte per i più giovani: che la libertà non è mai scontata e che la dignità si difende anche nei gesti quotidiani. È un collegamento tra due comunità che condividono gli stessi valori, un ponte che idealmente unisce mastro Checco ai sogni e le speranze perdute del nipote Raimondo Lanari e dei nostri Sette Martiri di Camorena. È un ponte che è un invito a non dimenticare coloro che hanno sacrificato la propria vita per un’Italia libera e democratica, e a camminare insieme, da una sponda all’altra della nostra storia, verso un futuro di libertà, giustizia e pace. Viva l’Italia e buon 25 aprile”.
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Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2025, 10:27