Descrizione
ORVIETO - Venerdì 12 giugno, alle 18.00 nell’Atrio del Palazzo dei Sette, si terrà la presentazione di “Io sarò oggi”, il libro realizzato dai ragazzi ospiti della Comunità Xenia nell’ambito del Progetto SAI - Sistema di Accoglienza e Integrazione dei Comuni della Zona Sociale n.12.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Orvieto, capofila della Zona Sociale n.12, e dalla cooperativa sociale "Il Quadrifoglio", soggetto gestore del Progetto SAI 2023-2026.
Ad aprire l’incontro sarà l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Orvieto, Alda Coppola. Seguiranno gli interventi di Virginia Costa, responsabile della Divisione del Servizio Centrale SAI, della responsabile dell’Ufficio della Cittadinanza della Zona Sociale n. 12, Claudia Cordovani, e dell’assistente sociale Antonella Pasquini. Porteranno inoltre le proprie testimonianze i ragazzi e gli operatori della Comunità Xenia.
Il volume nasce dalle parole e dalle esperienze dei ragazzi accolti nella struttura e rappresenta un racconto corale che intreccia percorsi migratori, speranze, difficoltà e progetti di vita. Attraverso le loro testimonianze emergono non solo le sfide affrontate nel percorso di integrazione, ma anche la ricchezza umana, culturale e relazionale che questi giovani portano con sé.
«L’idea di scrivere un libro - spiegano gli operatori della Comunità - nasce direttamente dai racconti dei ragazzi. Le loro parole descrivono la Comunità e il ruolo che svolge, ma invitano anche a riflettere sulla complessità dei percorsi migratori e sulle storie di cui sono portatori i nostri nuovi vicini di casa».
La Comunità Xenia ha aperto le sue porte a Orvieto nel dicembre 2017, accogliendo il primo gruppo di dieci minori stranieri non accompagnati. Da allora decine di giovani hanno intrapreso un percorso di crescita e autonomia all’interno del progetto. Molti di loro, una volta conclusa l’esperienza di accoglienza, hanno scelto di rimanere sul territorio, costruendo qui il proprio futuro.
La struttura rappresenta un luogo di incontro e di crescita, dove educatori, insegnanti, psicologi, mediatori culturali e ragazzi provenienti da diversi Paesi condividono quotidianamente esperienze, relazioni e opportunità. Un contesto nel quale si costruiscono competenze, autonomia e legami capaci di accompagnare i giovani verso una piena inclusione sociale e lavorativa.
Attualmente ospita 10 minori tra i 15 e i 18 anni e 4 giovani maggiorenni in prosieguo amministrativo. Dalla sua apertura ad oggi ha accolto circa 60 ragazzi, di questi 23 hanno conseguito il diploma di terza media, 9 hanno imparato a leggere e scrivere durante il percorso di accoglienza e 8 hanno ottenuto la patente di guida. Molti di coloro che hanno scelto di rimanere nel territorio lavorano oggi nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, della ristorazione e della meccanica.
La comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati di Orvieto si conferma un modello virtuoso di integrazione e inclusione sociale che, anche in occasione della visita degli esperti internazionali del gruppo di studio Euoprom, ha ricevuto un importante riconoscimento per la qualità del lavoro svolto. La delegazione ha infatti evidenziato l'eccellenza dell'approccio adottato nella costruzione di rapporti educativi, relazioni umane e percorsi di inclusione, considerandolo un esempio di buone pratiche a livello nazionale.
«Un modello reale di inclusione - afferma la responsabile dell’Ufficio della Cittadinanza, Claudia Cordovani - non si limita ad accogliere gli stranieri ai margini della società ma li rende parte integrante del tessuto comunitario trasformando le molteplici culture in risorse condivise in grado di arricchire il territorio».
«Questo libro - afferma l’assessore Alda Coppola - racconta un progetto che l’amministrazione comunale e l’intera Zona Sociale n.12 hanno sostenuto con convinzione perché crediamo fermamente che una comunità si misuri dalla capacità di proteggere i più vulnerabili. Accogliere un minore solo significa riconoscerne la dignità, il diritto a essere ascoltato, tutelato e accompagnato verso una nuova stabilità. Il volume – conclude – non vuole quindi essere soltanto una testimonianza di buone pratiche ma un invito a guardare questi giovani con uno sguardo più ampio, a riconoscerne i talenti, comprendere le difficoltà e costruire insieme nuove possibilità. Ogni minore accolto è un investimento di umanità».
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Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026, 09:33