Descrizione
ORVIETO - Nel corso della seduta del 27 febbraio, il consiglio comunale di Orvieto ha discusso l’interrogazione presenta dal gruppo consiliare Civitas in merito alla forte preoccupazione sulla gestione dei rifiuti e sul prossimo esaurimento della discarica.
Nell’atto, illustrato in aula dal capogruppo di Civitas, Matteo Panzetta, si chiede se «è vero che ad oggi il Piano dei rifiuti vigente è stato bloccato e non si conoscono quali siano le azioni che intende prendere la Giunta regionale in merito alla gestione dei rifiuti? E’ vero che aver bloccato la realizzazione di un termovalorizzatore aumenta il rischio che le discariche dell’Umbria, in primis quella de Le Crete, subiscano aumenti di volume per impedire fasi emergenziali».
«Credo che la preoccupazione espressa - ha risposto il sindaco Roberta Tardani - sia reale e fondata. Oggi, però, dobbiamo porci una domanda chiara: la Regione Umbria vuole governare il ciclo dei rifiuti o vuole subirlo? Dopo lo stop al Piano regionale dei rifiuti non esiste, allo stato attuale, una proposta alternativa strutturata, con una programmazione e un cronoprogramma definiti, che indichi come chiudere il ciclo. E i dati che abbiamo oggi dei conferimenti annuali in discarica, della capacità residua delle discariche, ci dicono che il tempo non è infinito, ma anzi è che se continuiamo con questa assenza di programmazione purtroppo le scelte non saranno più scelte politiche, ma saranno scelte obbligate. Si parla di economia circolare, di aumento della raccolta differenziata, di riuso, perfino di idrogeno, tecnologia che oggi non ha ancora un’applicazione industriale operativa nel trattamento dei rifiuti, ma si tratta di orientamenti, non di soluzioni concrete e immediatamente attuabili».
«Nel frattempo in Umbria - ha proseguito - continuiamo a conferire in discarica oltre 200.000 tonnellate di rifiuti all’anno, a fronte di una capacità residua complessiva inferiore al milione di tonnellate. E quindi torno alla domanda: è vero che lo stop al termovalorizzatore aumenta la possibilità di ampliamento delle discariche? Assolutamente sì, perché i dati provvisori 2025 attestano una disponibilità di poco più di 900.000 tonnellate e conferimenti per circa 180.000 tonnellate annue. Significa un’autonomia di circa cinque anni per l’intero sistema regionale. Se guardiamo alla nostra discarica, la situazione è ancora più critica con un’autonomia di poco più di tre anni».
«In assenza di impianti alternativi - ha aggiunto - le opzioni sono tre: ampliare le discariche esistenti, un rischio che vogliamo evitare, trasferire i rifiuti fuori regione, con un aggravio di costi che finirebbe inevitabilmente sulla Tari, oppure spostare i flussi tra province, ipotesi che sarebbe territorialmente e politicamente insostenibile. L’ultimo Piano regionale dei rifiuti, approvato nel 2023, prevedeva la realizzazione di un termovalorizzatore con entrata in funzione nel 2028. Si poteva discutere quella scelta, ma rappresentava una direzione chiara. Oggi, invece, non c’è una soluzione alternativa definita e qualunque impianto, qualunque sia la tecnologia scelta, richiede tempi tecnici lunghi. E noi il tempo non ce l'abbiamo perché siamo in una regione fortemente a rischio emergenza e fortemente arretrata rispetto a sistemi moderni che purtroppo, per ragioni ideologiche, è stato scelto di non adottare. Per questo ritengo che sia necessario sollecitare con forza la Regione Umbria a individuare rapidamente un sistema di trattamento che consenta la chiusura del ciclo».
Nella replica il consigliere Panzetta si è detto «soddisfatto per la risposta ma preoccupato». «Il quadro che ci fornisce - ha detto - è molto preoccupante e realistico soprattutto sui dati che riguardano la capacità residua della discarica. Purtroppo anche questo tema, in questo anno e mezzo di amministrazione regionale, è stato trattato dal punto di vista esclusivamente ideologico così come è successo per la sanità e come Comune di Orvieto e cittadini orvietani ci troveremo probabilmente a pagare un prezzo che sarà molto alto, soprattutto per le prossime generazioni».
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Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2026, 09:54