Descrizione
ORVIETO - Nella seduta del 5 febbraio il consiglio comunale di Orvieto ha discusso l'interrogazione presentata dal gruppo consiliare Civitas in merito alle disfunzioni dei servizi primari presso l'ospedale di Orvieto (in allegato).
Con l'atto, illustrato in aula dal capogruppo Matteo Panzetta, si chiedeva se è "vero che l’organico del Pronto Soccorso ha in servizio solo quattro medici, invece dei sei più uno previsti dalla pianta organica? E' vero che il reparto di Dialisi ha un solo medico in servizio e che durante il fine settimana i pazienti verrebbero trasferiti in altre strutture ospedaliere della nostra Regione? E' vero che le appendiciti acute di pazienti fino a 14 anni non vengono più effettuate ad Orvieto? E' vero che il reparto di Radiologia opera in grandissima sofferenza, causa mancanza di personale medico, tecnico ed infermieristico?".
"L’ospedale di Orvieto - ha risposto il sindaco Roberta Tardani - sta vivendo una fase di criticità evidenti e diffuse, legate principalmente alla grave carenza di personale sanitario, una situazione che non riguarda un singolo reparto ma che interessa trasversalmente l’intera struttura ospedaliera e che in mancanza di interventi tempestivi rischia di aggravarsi. Il Pronto Soccorso, la Radiologia, la Terapia Intensiva, la Pediatria, la Nefrologia e altri servizi essenziali rientrano tra i reparti maggiormente in sofferenza. Questa condizione è nota ovviamente anche alla direzione sanitaria. Proprio per affrontare queste problematiche, è già stato programmato a breve un incontro della Commissione Sanità con il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, finalizzato a un confronto diretto sulle misure che si intendono adottare per garantire la continuità e la sicurezza dei servizi, nonché per individuare soluzioni strutturali e non più rinviabili".
"Per quanto riguarda il Pronto Soccorso - ha continuato - confermo che l’attuale dotazione organica risulta insufficiente rispetto alla pianta organica prevista. Questa situazione genera forti preoccupazioni organizzative e operative. Al momento il servizio è comunque garantito, e non sono previste chiusure notturne, ma è evidente che, in assenza di interventi tempestivi sul piano del personale, il rischio di una riduzione dell’operatività rappresenta uno scenario che non può essere escluso e che va scongiurato con adeguata programmazione aziendale. In merito al reparto di Dialisi, le criticità non sono circoscritte al solo presidio di Orvieto, ma interessano l’intera azienda sanitaria per la carenza di personale medico specialistico. Le urgenze vengono comunque garantite in loco durante l’attività ordinaria. Nei casi di urgenza notturna o nei giorni festivi, quando non è possibile assicurare la presenza medica necessaria, è previsto il trasferimento del paziente presso altre strutture, una soluzione che garantisce la sicurezza clinica del paziente, e questa è la cosa più importante, ma che va risolta anche perché comporta disagi significativi per pazienti particolarmente fragili. Relativamente alla Chirurgia pediatrica, all’ospedale di Orvieto viene attualmente gestita la chirurgia programmata. Le urgenze pediatriche devono essere garantite dagli hub di riferimento dotati di Chirurgia pediatrica, individuati in questo caso nell’Ospedale di Perugia. È evidente come tale assetto rappresenti una criticità per un ospedale situato a notevole distanza dagli hub regionali e come si renda necessaria una riflessione approfondita e una pianificazione condivisa con la Direzione Aziendale. Infine, per quanto concerne la Radiologia, si conferma lo stato di forte sofferenza del reparto, dovuto a una carenza di personale che va affrontato con tempestività perché ha ripercussioni sull’intera attività ospedaliera, trattandosi di un servizio strategico e trasversale".
"È urgente - ha aggiunto il sindaco - un intervento complessivo e strutturato da parte dell’Azienda sanitaria e della Regione, volto a rafforzare gli organici, garantire la piena operatività dei reparti e assicurare ai cittadini del territorio servizi sanitari adeguati, continuativi e sicuri. La nuova giunta regionale aveva annunciato un cambio di passo rispetto al passato, attribuendo tutte le responsabilità delle criticità dell’ospedale di Orvieto al governo precedente promettendo una maggiore attenzione ai territori, un riequilibrio delle disuguaglianze e il rafforzamento dei servizi sanitari nelle aree più fragili. Richiamando quanto ascoltato e anche subìto direttamente come sindaco in passato, vi invito a leggere il PIAO 2026-2028 della Usl Umbria 2, approvato recentemente che restituisce un quadro chiarissimo sulle difficoltà che esistono e che solleva interrogativi profondi sulla reale possibilità-volontà di invertire la rotta. Vi invito a leggerlo perché questo documento è politicamente molto rilevante perché i problemi che sono sempre stati evidenziati in passato rispetto alla difficoltà di reperire medici specialisti, e che allora venivano considerati soltanto alibi, oggi sono scritti nero su bianco nel PIAO approvato da questo governo. Il documento certifica una condizione di difficoltà ormai strutturale riguardo al personale, attribuendola alla carenza nazionale di medici e operatori sanitari, e prende atto del fallimento degli strumenti ordinari di reclutamento, concorsi, avvisi e mobilità, che sono stati messi atto ma, cosa preoccupante, senza però indicare una via, una strategia nuova. Anzi, lo stesso PIAO individua chiaramente alcune aree, tra cui Orvieto, la Valnerina e gli istituti penitenziari, come luoghi ormai considerati scarsamente attrattivi, nei quali si registra un numero elevatissimo di rinunce anche da parte di candidati idonei. Si può leggere anche che le discipline maggiormente interessate alle difficoltà di reclutamento risultano essere Anestesia e Rianimazione, Medicina d’emergenza-urgenza, Pediatria, Psichiatria, Cardiologia, Ortopedia e Traumatologia, Ginecologia e Ostetricia, ovvero ambiti strategici per la tenuta dei servizi ospedalieri e territoriali. A ciò si aggiunge la difficoltà derivante dall’impossibilità di procedere all’assunzione di medici specializzandi laddove le strutture non appartengano alla rete formativa, penalizzando ulteriormente i presidi ospedalieri periferici".
"Con questo documento cade definitivamente - ha concluso - la narrazione del ‘cambio tutto in tre mesi’ e serve una assunzione di responsabilità politica nuova che deve cominciare a dimostrare con atti concreti quel cambio di passo annunciato. Se questa è la situazione, che conoscevamo tutti, dobbiamo e sottolineo dobbiamo, perché noi sindaci abbiamo messo sempre la faccia anche sulle questioni di cui non abbiamo competenza diretta, impegnarci a sollecitare soluzioni e proposte che entreranno nel nuovo piano sociosanitario regionale. Domani avremo un incontro con l'assemblea dei sindaci dell'ambito sociale proprio per elaborare e definire e approvare il documento che sottoporremo alla Regione e quindi anche all'Asl Umbria 2".
Nella replica il consigliere Panzetta si è dichiarato "soddisfatto ma molto preoccupato". "In questi giorni abbiamo visto molti comunicati stampa riguardo al Pronto soccorso - ha detto - ho ascoltato l'intervento del collega Biagioli in un convegno pubblico che con grande onestà intellettuale ha indicato come non ci sia stato un cambiamento, ho apprezzato per certi versi anche il comunicato del Pd di Orvieto sul pronto soccorso che sottolinea quello che noi abbiamo messo nero sul bianco su un'interrogazione. Ho apprezzato molto meno la risposta del segretario regionale del Pd, che tra l'altro è anche sindaco di Baschi, che ha redarguito il suo stesso partito locale. Il tema, come dice il sindaco, va affrontato con enorme serietà, cosa che non è stata fatta in campagna elettorale e nei primi mesi della nuova giunta regionale. Finché avremo una politica che si approccia in maniera ideologica anche al tema della sanità solo per vincere le elezioni, strappando i programmi elettorali, non riusciremo mai a migliorare le situazioni dei nostri ospedali in Umbria e in particolar modo quella di Orvieto".
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Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2026, 10:48